Le donne di Dudovich

[il bacio rosso di Dudovich]

Non è conosciuto da molti, eppure Marcello Dudovich è il padre del cartellonismo pubblicitario italiano. Artista poliedrico e professionista di valenza internazionale, Dudovich nasce a Trieste nel 1878.

La sua produzione artistica è principalmente legata alle grandi aziende che richiedevano di essere pubblicizzate e per loro Dudovich realizza manifesti di una freschezza e di una originalità sorprendente, vera apoteosi dello spirito della Belle Époque. 

Grande viveur e amante della vita gaudente, il suo vocabolario espressivo risente del fascino degli stilemi decorativi liberty epurati però da ogni ridondanza decorativa. Le belle donne sono senz’altro il soggetto privilegiato dei suoi manifesti: eleganti, sensuali e raffinate, ornate di ombrelli, cappelli e ventagli sono vere e proprie icone liberty. Col passare degli anni si trasformano, riflettendo l’evoluzione dei costumi e diventando via via più moderne, emancipate e sicure di se stesse. Attive nel lavoro e pronte a cimentarsi in attività fino ad allora considerate “virili”.

Le donne di Dudovich sono protagoniste assolute della scena, eppure non tolgono spazio al messaggio pubblicitario, anzi, lo esaltano con la loro grazia e la loro bellezza. Nel suo tratto si avverte la libertà di conservare la femminilità delle figure, la loro esplicita avvenenza e idealizzazione mantenendo ben salda la funzione comunicativa promozionale sempre dotata di grande chiarezza. 

 

Colazione da Tiffany

Ecco perché mi piace venire da Tiffany per l’atmosfera tranquilla e serena che si respira non per i gioielli, sinceramente a me non piacciono i gioielli, ma solo i diamanti!

[Audrey Hepburn – Holly – Colazione da Tiffany]

Bellezze anni venti

Tamara De Lempicka

Quando sfoglio le pagine di quegli anni venti, la prima a venirmi incontro è senz’altro lei: Tamara de Lempicka, meravigliosa interprete su tela della follia parigina di quei salotti,  con le sue deliziose silhouette drappeggiate in pose statuarie, quasi drammatiche, che si riempiono di pennellate dai colori brillanti e lacche dai toni accesi, restituendo fedelmente l’idea di un moderno e spregiudicato dinamismo, costruito sull’immagine simbolica di una donna eccessiva, connubio di bellezza e lascivia che sa di cipria e letti sfatti, che profuma di eleganza e riverbera luce soffusa di abat-jour, mentre in un sottofondo lontano, echeggiano le note del charleston e la voce della Baker.

Josephine Baker

Le donne di quegli anni non seguono una moda. La inventano. Si inventano suggestivi tagli di capelli a la garçonne, glamour e umorismo. Donne con le labbra rosse e gli occhi bistrati, appena in bilico sui loro tacchi sagomati, vanno incontro alla modernità, rimettendo in discussione i ruoli sessuali e scegliendo finalmente di essere protagoniste.

Coco Chanel

E’ questo il nuovo modo con cui Coco Chanel costruisce il suo impero economico partendo dal nulla, rompendo con le regole del passato e inventando una nuova tendenza, diventando un punto di riferimento imprescindibile nella moda secondo regole che sembravano poter avere valore solo per pittori, musicisti e poeti. Artisticamente. Così, il suo famoso N° 5 diventerà leggenda insieme a lei e al suo stile pratico e sportivo, vagamente androgino, ma sempre estremamente elegante.

Greta Garbo

Che dire poi della Divina Greta Garbo, della perfezione dei suoi lineamenti e del fascino misterioso della sua sensualità. I suoi cappelli, i suoi foulard, i suoi guanti. Ritratto in bianco e nero dell’essenzialità. E della bellezza.

Adoro quelle donne che sonno state capaci di giocare al maschile la carta della femminilità. Forse oggi dovremmo tornare ad osservarle, a studiarle con un po’ più di attenzione…

Nessun uomo ti farà sentire protetta e al sicuro… come un cappotto di cachemire e un paio di occhiali neri. [Coco Chanel]