L’ombra del vento

Finalmente un libro che si merita cinque stelline!
È il primo di quest’anno.
L’ho scoperto per caso, leggendo la recensione di un’altra lettrice iscritta a Goodreads , un social network dedicato ai libri che consiglio a tutti coloro che come me, amano leggere, sono curiosi e vogliono condividere le loro riflessioni con altri.

Non sono stata rapita immediatamente dalla storia, come spesso mi accade quando trovo un libro che mi piace. È stato piuttosto un innamoramento lento, cresciuto gradatamente mano a mano che scorrevano le pagine, fino a restare abbracciata alle sue parole, isolata dal mondo, con l’unico desiderio di conoscere tutto quel che Zafòn aveva da dirmi nell’Ombra del Vento.

Barcellona 1945.
Daniel ha 11 anni, è orfano di madre ed è cresciuto in mezzo ai libri in compagnia di infiniti amici immaginari. Una notte di quell’estate, il padre lo porta al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo segreto e misterioso dove Daniel sceglierà un libro da “adottare” che cambierà il corso della sua vita.

Più che un romanzo è un labirinto di storie i cui sentieri si intrecciano nel corso della narrazione, dando vita ad una trama complessa che ti assorbe nella lettura incantandoti ad ogni pagina.
Si sviluppa su un arco temporale di dieci anni e ti conduce per le strade di una Barcellona a tratti romantica, operosa e commovente e a tratti gotica, misteriosa e inquietante, ma pur sempre protagonista indiscussa di questo piacevolissimo romanzo.
Un susseguirsi di avvenimenti misteriosi, talvolta drammatici, tiene alta la tensione narrativa e questo accade anche grazie ad uno stile di scrittura limpido e coinvolgente.

È il primo libro che leggo di questo autore e certamente non sarà l’ultimo, infatti ho già messo nella mia wishlist “Il gioco dell’angelo”.

La frase:
“[…] poche cose impressionano un lettore quanto il primo libro capace di toccargli il cuore. L’eco di parole che crediamo dimenticate ci accompagna per tutta la vita ed erige nella nostra memoria un palazzo al quale – non importa quanti altri libri leggeremo, quante cose apprenderemo o dimenticheremo – prima o poi faremo ritorno.”

Qual è il primo libro che ti ha toccato il cuore?

La passeggera del n. 54

Henri de Toulouse-Lautrec
La passeggera del n. 54
Litografia a gessetto, pennello e spruzzo

“L’amore è quando il desiderio di essere desiderato ti fa stare così male che senti di poter morire.” Così si sentiva l’artista a bordo della nave diretta a Bordeaux, quando incontrò nel 1895 “la passeggera della cabina 54” che, abbandonata la lettura, contemplava l’oceano dove navigava un battello a vapore.

Fu amore a prima vista… un vero colpo di fulmine sul ponte di una nave. Lautrec si invaghì così profondamente di quella donna che decise di proseguire il viaggio fino a Lisbona per seguire la bella passeggera che però aveva un marito ed era diretta a Dakar proprio per raggiungerlo.

L’artista non realizzò mai il suo desiderio, ma quella donna gli restò nel cuore, negli occhi e sulla tela dopo averla osservata per giorni a bordo di quella nave.