Quattro passi nel parco

A volte attraversando un parco si fanno incontri simpatici… come questo scoiattolo che passava da un albero all’altro nei giardini di Italia 61 a Torino. Oggi meritava attraversarli, allungare un po’ la strada e fare qualche scatto qua e là al laghetto e al Palazzo a Vela e infine, naturalmente, una piacevole pausa caffè.

Questi giardini circondavano e abbellivano il nuovo quartiere a sud della città di Torino, chiamato appunto “Italia 61” e costruito per celebrare i 100 anni dell’Unità d’Italia.

Sono ancora visibili i piloni della futuristica Monorotaia, i padiglioni adoperati per la Mostra delle Regioni che oggi ospitano il campus dell’ONU, il Palazzo del Lavoro che versa purtroppo in un indecoroso stato di degrado e il Palazzo a Vela che è invece stato ristrutturato in occasione dei giochi olimpici del 2006 e viene oggi utilizzato per manifestazioni sportive e culturali.

📍 Bar Affinity – Via Genova 178 – Torino

Un caffè alla Certosa

[Certosa Reale di Collegno – Portale Juvarra]
Questa mattina il sole ha fatto capolino a sorpresa sui colori dell’autunno e io ne ho approfittato per prendere il mio caffè vicino alla Certosa Reale di Collegno e dato che la macchina fotografica era casualmente nello zaino ho fatto anche qualche foto.

📍  Caffè Dream – via Martiri XXX Aprile 21F – Collegno (TO)

Così passeggiando tra foglie accese di giallo e di rosso, scopro che il Portale Juvarra, accesso principale alla Certosa che raffigura una meravigliosa scena dell’Annunciazione, è straordinariamente aperto… e allora mi infilo e comincio a scattare. Gli scorci suggestivi e le complesse prospettive geometriche dei portici non mancano. Procedo fino allo splendido chiostro maggiore circondato dalle sue 112 colonne di pietra senza smettere di provare incanto e stupore.

La Certosa Reale di Collegno è conosciuta grazie alla comicità di Totò ne “Lo smemorato di Collegno”, ma la storia che interessa questo complesso risale molto indietro nel tempo fino a coinvolgere le vicende dell’Ordine dei Certosini e la storia Sabauda. Fu infatti Madama Cristina che consentì nel 1648 di posare la prima pietra. Piú recente invece è la destinazione ad ospedale psichiatrico, avvenuta dopo l’allontanamento dei certosini nella seconda metà dell’ottocento e la creazione del manicomio di Collegno.

Uno dei suoi padiglioni ospita la biblioteca psichiatrica più fornita d’Italia. Oltre seimila volumi che raccontano la storia della psichiatria a completa disposizione di studenti, ricercatori, studiosi e di chiunque sia interessato.

Non c’è che dire… il caffè di oggi è stato una vera sorpresa!