Non è un buon segno

– Quando sei nata?
– A Giugno
– Ah, sei dei gemelli…
Detto col tono saccente di chi la sa lunga e non prova grande simpatia per quel segno zodiacale
– Così sembra
Detto col tono annoiato di chi non prova interesse né per l’astrologia, né tantomeno per l’interlocutore il quale, se avesse un barlume di nozioni sulla comunicazione non verbale cambierebbe rapidamente discorso o passerebbe al silenzio.
Invece no.
E lo scambio prosegue.
– I gemelli sono pericolosi
– Davvero? Eppure la katana l’ho lasciata sotto al letto stamattina
– Solo perché ad alzarsi per primo non è stato il gemello guerriero
– No infatti… è stato quello sordo, perciò non ho sentito gli ultimi minuti di questa conversazione.
– Seriamente… voi dei gemelli avete una doppia personalità
– Seriamente? Mi stai dicendo che sono bipolare?
– Ti sto dicendo che la dualità del tuo segno si può manifestare sotto forma di una personalità tragicamente divisa a metà e tu, invece di riconoscerla e accettarla tendi a rifiutare e a nascondere il tuo alter ego: pensi di essere in un modo mentre ti comporti costantemente in un altro. Fai finta di essere felice, ma sei sola come la particella di sodio.
– Hummm… devo darti una cattiva notizia. Anzi due… perché sono dei gemelli. La prima è che “solitudine” non è sinonimo di “infelicità”. La seconda, che nessuno di noi è in un modo soltanto. Neppure tu che sei un ariete.
– Sono un toro
– Scusa, ho confuso le corna. In ogni caso, in questo momento, qui di fronte a te ci sono comicamente tre personalità diverse. C’è Monica, quella che vedo io. La donna che la mattina si sveglia, si guarda allo specchio e, nonostante le occhiaie per il poco sonno e quella ruga in più di preoccupazione, si trucca con cura e indossa il più colorato dei suoi sorrisi per affrontare una giornata in ufficio luminosa come un banco di nebbia sulla Torino-Milano. Poi c’è Manuela, quella che vedi tu. La tua avvenente collega taciturna, un po’ scontrosa e noncurante di essere nata sotto un segno così complicato. Quella che dopo un anno chiami ancora col nome sbagliato… ma in fondo il nome conta poco, ciò che conta è trovare un modo per salvarla da quell’abisso di solitudine in cui vive e portarla per qualche ora in un motel di periferia. E infine c’è Agata. La vera me stessa. La pietra preziosa. Agata è una bambina petulante e gioiosa che, come tutte le bambine, ama giocare, perché col gioco si impara e nel gioco si cresce. Con leggerezza, passione e infinita ironia. Lei è esigente. Non scende a compromessi, non elemosina briciole di tempo scandite da una clessidra. Il tempo è tutto suo. Soprattutto non rinuncia alla propria libertà. Neppure per amore. Figuriamoci per un ménage a tròis. E forse sì… Agata è pericolosa perché dice cose che non vorresti sentire. Ora, caro collega, il banco di nebbia si è alzato e posso tornare nella mia no man’s land. Se non ti distraggo troppo da Paolo Fox, vorrei lasciarti il suggerimento per una lettura piacevole ed edificante. È un libricino piccolo, piccolo, non ti porterà via molto tempo, ma è un condensato traboccante di emozioni, breve ma intenso. Un inno alla solitudine e alla libertà. Si intitola “Il giunco mormorante”  e questa è una delle sua pagine migliori:
«Quando si schiude una porta o si apre uno spioncino ora non mi soffocano più lacrime di gratitudine, no! Non sfrutto ogni occasione e non mi inchino riconoscente a ogni permesso. Dopo quello che ho visto non voglio essere, neanche soltanto un po’, l’insignificante bestiola che viene mobilitata, addestrata, spedita da qualche parte, nutrita di gelati o affamata, punita o premiata perché ha rigato dritto. […] se permettiamo a qualcuno di organizzare la nostra no man’s land, alla fin fine, secondo logica, arriveranno a rinchiuderti in una lussuosa camera di un lussuoso albergo, e bruceranno i tuoi libri, e allontaneranno da te tutti quelli che ami. Basta cedere una volta – e non ci saranno più limiti, e tutto ti verrà tolto»
– Non ti ho mai offerto gelati. E poi non capisco. Che cos’è la no man’s land?
– È il motivo per cui dovresti leggere il libro. È un mondo parallelo, uno spazio di verità che appartiene soltanto a te. È libertà assoluta e mistero assoluto. E come dice la Berberova:
“In questa no man’s land, dove l’uomo vive nella libertà e nel mistero, possono accadere strane cose, si possono incontrare altri esseri simili, si può leggere e capire un libro con particolare intensità, o ascoltare musica in modo anch’esso inconsueto, oppure nel silenzio e nella solitudine può nascere il pensiero che in seguito ti cambierà la vita, che porterà alla rovina o alla salvezza.”
– […]
– Leggilo, ti piacerà e… ah, dimenticavo… sono nata in Agosto.