Fare il filo

Un uomo labirintico non cerca mai la verità,
ma sempre e soltanto Arianna.
[Albert Camus – Taccuini]

Vibrazioni

Sono in auto e macino chilometri come pensieri.
Si srotolano sul nastro d’asfalto seguendo traiettorie imprevedibili, la musica in sottofondo li accompagna.
L’importante è il viaggio…

Poi la DJ chiede al suo invisibile pubblico radiofonico qual è la voce musicale maschile preferita. Dice proprio: “quella che ti fa vibrare qualcosa dentro”.

E io non ho dubbi.

Anche se sono da sola e so che lei non mi sentirà, esclamo ad alta voce: Leonard Choen!

 

No man’s land

 

Ognuno di noi ha la propria No man’s land, in cui è totale padrone di se stesso. C’è una vita a tutti visibile, e ce n’è un’ altra che appartiene solo a noi, di cui nessuno sa nulla. Ciò non significa affatto che, dal punto di vista dell’etica, una sia morale e l’altra immorale […]. Semplicemente, l’uomo di tanto in tanto sfugge a qualsiasi controllo, vive nella libertà e nel mistero […] anche soltanto un’ora al giorno, una sera alla settimana, un giorno al mese […]. Se un uomo non usufruisce di questo suo diritto […], un bel giorno scoprirà con stupore che nella vita non s’è mai incontrato con se stesso.

[Nina Berberova – Il giunco mormorante]

Una vera tazzina

“Aba si chiuse la porta alle spalle. Lui si alzò. Non si tolse gli occhiali scuri e non le tese la mano.
«Gradisce un buon caffè?»
Lui prevenne il suo rifiuto facendole cenno di sì con la testa, perciò Aba annuì.
«Sì, grazie, professore.»
«Glielo preparo io con la moka in una vera tazzina, quello della macchinetta fa solo buchi allo stomaco. Venga con me.»”

[Roberto Costantini – Una donna normale]

Je t’aime… moi non plus

Lui non l’ho mai visto. Ha un leggero accento, c’è qualcosa di mediterraneo nel suo modo di calcare le parole. È molto bruno, così bruno che i rari capelli bianchi spiccano nel disordine di quelli neri. Ha il naso grosso, le labbra carnose e le borse sotto gli occhi. Somiglia un po’ a Gainsbourg. Si capisce che ha litigato col rasoio, ma non con la grazia. Ha belle mani, dita lunghe. Beve il caffè bollente a piccoli sorsi, ci soffia sopra e si riscalda le mani sulla porcellana della tazza

[Valérie Perrin – Cambiare l’acqua ai fiori]

Eleganza

L’eleganza è una filosofia di vita. È stile, consapevolezza, misura.

L’eleganza supera la bellezza e la comprende. È bellezza in movimento e porta con sé il senso del mutamento, come lo scorrere di un fiume, il fluire delle onde, il volo di un’aquila, o l’impeto della passione forte. Si muove persino nel dolore, nella vecchiaia, o nella povertà.

L’eleganza, effimera e impalpabile, ti seduce per la grazia che emana, per la leggiadria dei suoi passi, per i suoi modi cortesi, o per le parole che non conoscono inganno e ipocrisia.
Si manifesta senza artifici e senza essere volgare mai.
È armonia di forme senza esibizione e senza fastidiosi orpelli.
È l’arte di rendere bello ciò che è mediocre con semplicità e naturalezza, di ricomporre ciò che è frammentato con coraggio e dedizione.

L’eleganza è dono… e si dona incondizionatamente a chi l’apprezza e la comprende.