Cipria e caffè

Vado a lavarmi le mani. Mi verso un po’ di sapone liquido sui palmi, un sapone delicato alla rosa. Tutto a casa mia odora di cipria rosa, le candele, il mio profumo, la biancheria, il tè, i dolcetti che intingo nel caffè.

[Valérie Perrin – Cambiare l’acqua ai fiori]

Je t’aime… moi non plus

Lui non l’ho mai visto. Ha un leggero accento, c’è qualcosa di mediterraneo nel suo modo di calcare le parole. È molto bruno, così bruno che i rari capelli bianchi spiccano nel disordine di quelli neri. Ha il naso grosso, le labbra carnose e le borse sotto gli occhi. Somiglia un po’ a Gainsbourg. Si capisce che ha litigato col rasoio, ma non con la grazia. Ha belle mani, dita lunghe. Beve il caffè bollente a piccoli sorsi, ci soffia sopra e si riscalda le mani sulla porcellana della tazza

[Valérie Perrin – Cambiare l’acqua ai fiori]

Vita nei boschi

Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e raso terra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici.

[Henry David Thoreau – Walden ovvero Vita nei boschi]