No man’s land

 

Ognuno di noi ha la propria No man’s land, in cui è totale padrone di se stesso. C’è una vita a tutti visibile, e ce n’è un’ altra che appartiene solo a noi, di cui nessuno sa nulla. Ciò non significa affatto che, dal punto di vista dell’etica, una sia morale e l’altra immorale […]. Semplicemente, l’uomo di tanto in tanto sfugge a qualsiasi controllo, vive nella libertà e nel mistero […] anche soltanto un’ora al giorno, una sera alla settimana, un giorno al mese […]. Se un uomo non usufruisce di questo suo diritto […], un bel giorno scoprirà con stupore che nella vita non s’è mai incontrato con se stesso.

[Nina Berberova – Il giunco mormorante]

Una vera tazzina

“Aba si chiuse la porta alle spalle. Lui si alzò. Non si tolse gli occhiali scuri e non le tese la mano.
«Gradisce un buon caffè?»
Lui prevenne il suo rifiuto facendole cenno di sì con la testa, perciò Aba annuì.
«Sì, grazie, professore.»
«Glielo preparo io con la moka in una vera tazzina, quello della macchinetta fa solo buchi allo stomaco. Venga con me.»”

[Roberto Costantini – Una donna normale]

Sapersi

Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s’era potuta riconoscere così.

[Italo Calvino – Il Barone Rampante]

Cipria e caffè

Vado a lavarmi le mani. Mi verso un po’ di sapone liquido sui palmi, un sapone delicato alla rosa. Tutto a casa mia odora di cipria rosa, le candele, il mio profumo, la biancheria, il tè, i dolcetti che intingo nel caffè.

[Valérie Perrin – Cambiare l’acqua ai fiori]

Je t’aime… moi non plus

Lui non l’ho mai visto. Ha un leggero accento, c’è qualcosa di mediterraneo nel suo modo di calcare le parole. È molto bruno, così bruno che i rari capelli bianchi spiccano nel disordine di quelli neri. Ha il naso grosso, le labbra carnose e le borse sotto gli occhi. Somiglia un po’ a Gainsbourg. Si capisce che ha litigato col rasoio, ma non con la grazia. Ha belle mani, dita lunghe. Beve il caffè bollente a piccoli sorsi, ci soffia sopra e si riscalda le mani sulla porcellana della tazza

[Valérie Perrin – Cambiare l’acqua ai fiori]

Vita nei boschi

Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e raso terra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici.

[Henry David Thoreau – Walden ovvero Vita nei boschi]