Un’antologia

Mostra fotografica di Paolo Pellegrin

Oggi mi sono presa del tempo per stare davanti alle fotografie di Paolo Pellegrin.
La mostra, visitabile (Covid permettendo) fino al 31 gennaio 2021 alla Reggia di Venaria, regala al visitatore la possibilità di riflettere su alcuni momenti cruciali della storia recente e della condizione umana attraverso gli occhi del fotografo.  Più di 200 scatti quasi totalmente in bianco e nero che evidenziano la forte tensione tra sofferenza e violenza, fra tragedia e bellezza. Un’antologia che merita di essere vista perché sono fotografie che ti rimangono dentro, come afferma lo stesso autore quando dice che “Una fotografia non è un’ideologia che stravolge le menti, è un seme: se sposta qualcosa lo fa piano, crescendo dentro chi la guarda”.


Ecco… questa mostra semina curiosità, spinge al confronto e al dialogo. Ogni fotografia, complice anche l’allestimento molto suggestivo, apre uno scenario, a volte molto crudo se non addirittura spietato, su un mondo che non può lasciare indifferente il visitatore. Sono immagini di guerra, di morte, di rifugiati, di muri e confini artificiali, ma anche di delicata bellezza, di impegno umanitario e della grandezza della natura, come il maestoso volo libero dell’aquila di mare.

La mostra si chiude con una lunga parete composta di disegni, taccuini, appunti, diapositive e negativi che raccontano il “making of” dello studio di Poalo Pellegrin, nel quale ognuno si può immergere nella complessità del processo creativo del fotografo.

E poi, naturalmente un buon caffè nella Caffetteria degli Argenti e quattro passi nei giardini per gustare tutti i colori dell’autunno.

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